Documento Politico

DOCUMENTO POLITICO LAZIO PRIDE 2016

“LIBERIAMO LATINA – ORGOGLIO PONTINO”

 

Venne fondata come Littoria nel 1932 e divenne Latina nel 1945, ora, il 25 giugno 2016, la popolazione di Latina avrà la possibilità di portare in piazza nel modo piú colorato e bello possibile la propria idea di antirazzismo, antisessismo ed opposizione ad ogni ideologia totalitarista.

Per troppo tempo la comunità LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisex, Trans e Intersessuali) di Latina è rimasta priva di una voce univoca che sapesse darne una degna rappresentanza.

Da parte nostra, conosciamo bene quali difficoltà incontrano le persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali a vivere pacificamente la propria condizione all’interno di un contesto provinciale spesso bigotto e legato ad una obsoleta ed esclusiva visione di sessualità e famiglia.

La decisione di organizzare un Pride a Latina si inserisce con le finalità dell’Onda Pride e con il perseguimento degli obiettivi dei Pride in Italia e all’estero, con la speranza che diventino la nuova frontiera del movimento LGBTI italiano: attenzione alle realtà locali, molto più sensibili all’odio omotransfobico e all’isolamento, creazione di una rete di supporto e scambio interregionale e di maggiore unità nel percorso verso l’acquisizione dei diritti, per il quale il Pride si qualifica come regionale sotto la dicitura di Lazio Pride.

Chi siamo.

La popolazione LGBTI del Lazio è una delle più numerose d’Italia a livello regionale. Siamo oltre mezzo milione di persone che hanno voglia di esprimere la propria identità con coraggio e determinazione. Inseriti in qualsiasi contesto sociale, a Latina, in provincia e nel resto del Lazio, siamo donne, uomini, trans e intersex che vogliono far sentire la propria voce.

Lesbiche, gay, bisex, trans, intersex, ma anche eterosessuali che sostengono la causa LGBTI. Siamo sieropositivi e siero coinvolti, siamo genitori omosessuali e figli di genitori omosessuali. Siamo coppie che lottano da anni per vedere riconosciuto il proprio legame affettivo. Siamo vittime di discriminazione e apparteniamo a qualsiasi classe sociale, trasversali e orgogliosi di quello che siamo.

E il 25 giugno saremo tutte e tutti latinensi e latinense. A tal scopo la nostra voce continuerà a sentirsi forte, le timide e obsolete leggi non possono bastare ad un paese che deve rialzarsi e di crescere. Continueremo a lottare come da anni si fa in tutta Italia.

Siamo ispirati e diretti verso il cambiamento, seguendo i passi degli attivisti del movimento LGBTI internazionale ed italiano che in passato hanno dato la vita e voce alle nostre speranze.

Siamo contro la violenza sulle donne, espressione del maschilismo, e per questo aderiamo alla campagna #ConIlNastroRosso e gridiamo “Io Sono Mia”.

Cosa vogliamo.

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

UGUAGLIANZA, PARITÀ E DIRITTI

  • l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere affinché i crimini d’odio motivati da omofobia, bifobia e transfobia possano essere riconosciuti e perseguiti come tali;
  • una legge che estenda il matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile anche alle coppie dello stesso sesso
  • la possibilità per le coppie gay e lesbiche, e per i single, di adottare
  • la possibilità di adozione interna alla coppia dello stesso sesso, riconoscendo legalmente la figura del co-genitore;
  • la tutela di tutte le genitorialità preesistenti senza che sia operata alcuna discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, in particolare nelle cause di separazione o divorzio che coinvolgono persone omosessuali, bisessuali e transgender;
  • la possibilità e la semplificazione del procedimento di rettifica di attribuzione anagrafica di genere prima e oltre l’intervento chirurgico di riassegnazione dei caratteri sessuali, la possibilità di accesso anche per le persone transgender immigrate, la garanzia e la tutela dell’accesso al lavoro, la difesa e il contrasto da atti di violenza transfobica, il contrasto dello stereotipo negativo e dell’informazione distorta proposta dai media;
  • il divieto ufficiale di intervenire chirurgicamente sui neonati e sui bambini intersex/DSD (Differenze dello Sviluppo Sessuale) e l’obbligo di attendere, per eventuali operazioni, l’età del consenso informato;
  • realizzazione di buone prassi per la lotta alla discriminazione e alla violenza di genere, attraverso l’adozione di strumenti reali e di contrasto.

Per questo gridiamo per chiedere i diritti di tutti, per chi non ha voce per farsi sentire, per chi viene scacciato via e non ascoltato, per chi annega, per chi è tenuto lontano dal filo spinato, per chi viene licenziato a causa del suo sesso o del sesso di chi ama, per chi non viene proprio assunto o per chi viene lasciato morire per condizioni di lavoro ignobili.

Per questo manifestiamo per delle riforme necessarie a cui solo i paesi socialmente meno sviluppati non si adeguano, tra cui appunto l’Italia. Manifestiamo perché l’unione tra persone dello stesso sesso davanti la legge non deve avere disparità con un matrimonio tra persone di sesso opposto. Per questo manifestiamo perché sono anni che si parla di una legge contro le azioni omo-transfobiche, non basta fare appello ad altre leggi, bisogna averne una specifica.

Manifestiamo poiché i rappresentanti delle istituzioni, DEVONO garantire l’uguaglianza tra tutti i cittadini al di là del pensiero politico. Manifestiamo per liberare le nostre città delle ideologie di oppressione

 

SALUTE

  • l’attivazione di campagne di informazione sulle infezioni da HIV e sulle infezioni a trasmissione sessuale in generale, nonché sul superamento dello stigma sociale che colpisce le persone in HIV o in AIDS;
  • campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte al personale medico e paramedico sul rapporto medico-paziente qualora si trovino davanti persone lgbti;
  • la promozione di presidi per effettuare il test dell’HIV, soprattutto con modalità adatte alla fascia giovane e giovanissima, oggi disinformata per colpa dello Stato sociale e lasciata in balia di un’educazione scarsa se non nulla sulla tematica delle Malattie Sessualmente Trasmissibili.
  • Il miglioramento dell’assistenza alle persone che vivono in condizione di AIDS, soprattutto dal punto di vista domiciliare e degli altri servizi sociali.

 

SCUOLA E UNIVERSITÀ

  • l’estensione a tutte le università della possibilità del doppio libretto (carriera “Alias”) per le persone transgender per la tutela della privacy e della dignità e per la difesa dalle molestie morali già in fase di immatricolazione;
  • la promozione di iniziative di educazione nelle scuole e interventi formativi rivolti alle/agli insegnanti e a tutto il personale scolastico riguardo alle tematiche LGBTI, anche al fine di favorire il benessere delle persone LGBTI;
  • la promozione e il supporto della realizzazione di interventi nelle scuole per il contrasto al bullismo e all’omotransfobia nella scuola e in tutte le realtà giovanili (educative, aggregative e sportive), anche favorendo interventi da parte delle associazioni LGBTI.

In particolare chiediamo un’educAzione Sociale e che il velo d’ignoranza che copre gli occhi degli omofobi e degli oppressori venga diradato da uno Stato capace di stabilire leggi che trattino tutti i suoi cittadini allo stesso modo.

Pensiamo ai nostri, ai vostri figli e agli atti di bullismo che continuamente avvengono nelle scuole italiane. Chiediamo che i ragazzi vengano educati alla sessualità, all’affettività e alla diversità per prevenire quelle azioni di bullismo, razzismo e omofobia che giornalmente raccogliamo in segnalazione.

 

PER LATINA E I COMUNI DELLA PROVINCIA

  • la certezza delle celebrazione delle unioni civili da parte dei sindaci con le stesse modalità del matrimonio;
  • il supporto politico e istituzionale alle iniziative di sensibilizzazione sociale sul tema e una maggiore visibilità delle persone LGBTI, anche in ambito culturale;
  • il sostengo alla lotta e al contrasto dell’omotransfobia nelle scuole e con i giovani, anche all’interno delle indicazioni della Rete Ready;
  • campagne e informazione volte a superare il pregiudizio omotransfobico e sessista, intervenendo tramite la messa in atto di buone pratiche specifiche. In particolare per i consultori dei servizi sociali; negli uffici dell’amministrazione pubblica e nelle aziende dei comuni bisogna promuovere, attraverso iniziative formative rivolte ai dipendenti, l’uso di linguaggi e comportamenti ispirati alla considerazione e al rispetto per ogni orientamento sessuale e identità di genere.